Dati recenti diffusi dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità rivelano che in Italia un bambino su 160 è affetto da autismo e i maschi sono i più colpiti: 4 volte più delle femmine. In Italia – spiegano le associazioni che seguono queste patologie –, pur “in assenza di una stima precisa”, si ipotizza che siano circa 500 mila i bambini affetti da autismo.

 

“Solo nel Centro Medico di Foniatria – spiega il prof. GIUSEPPE COSSU direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neuroriabilitazione Cognitiva del bambino del Centro Medico di Foniatria, Casa di cura Trieste di Padova – negli ultimi due anni abbiamo accolto in terapia circa 80 bambini autistici provenienti da tutta Italia. Un numero elevatissimo. Li chiamano ‘bambini della luna’, perché lontani dal mondo e chiusi in un silenzio profondo”.

 

Secondo i più recenti studi negli ultimi anni c’è un aumento molto forte di una patologia simile all’autismo ma definita “disturbo dello spettro autistico”. L’origine del primo disturbo sembra essere genetica, mentre quella del secondo appare essere determinata dall’ambiente in cui il bambino cresce e si sviluppa (epigenetica), mentre nel primo caso non possiamo che sperare nella cura, nel secondo un ruolo determinante può essere rappresentato dalla prevenzione. Recentissimi studi epidemiologici hanno permesso di ipotizzare che all’origine dell’insorgenza di uno “spettro autistico” potrebbero concorrere due stili educativi che stanno, purtroppo, diffondendosi: la deprivazione di sonno e la mancata educazione ad aspettare la ricompensa (“viziare i bambini”) in entrambi i casi, come sarà approfondito nella relazione i device elettronici sembrano ricoprire un ruolo determinante.

 

“In base alle nostre esperienze – spiega il prof. LUIGI GALLIMBERTI, psichiatra e presidente della Fondazione Novella Fronda – le regole educative alle quali un genitore non deve sottrarsi sono fondamentalmente due: la prima riguarda la capacità di non viziare il proprio bambino, premiandolo solo a fronte di una fatica che giustifichi il premio, non quindi senza motivazione. La seconda, fare in modo che il bambino possa dormire le ore che servono, dalle 10 alle 11 ore per notte. I bambini più viziati tendono ad andare a letto molto tardi e dormire meno ore”.

 

Per sensibilizzare i genitori a diventare “genitori attenti”, nell’ambito della Settimana Mondiale del Cervello, il Centro Medico di Foniatria –  Casa di Cura Trieste in collaborazione con le due realtà padovane l’associazione “Genitori Attenti!” e la Fondazione “Novella Fronda”, ha quindi deciso di organizzare questo incontro informativo per mettere a fuoco quelli che possono essere comportamenti lesivi per il cervello del bambino, spiegandone il funzionamento e creando le premesse per prevenire la diffusione anche dello spettro autistico.

 

I rischi per il cervello del bambino.

 

Esistono infatti nel cervello del bambino, una parte genetica rigida che non è modificabile, e una non genetica su cui si può agire.

 

“E’ necessario considerare – spiega ancora Cossu –  che l’impalcatura di base della complessa struttura del cervello è determinata dalla biologia della specie, cioè dal nostro patrimonio genetico, e che quindi esistono differenze interindividuali importanti, ad esempio su determinate abilità (si pensi solo alla musica o all’atletica). Ma la rifinitura e quindi le effettive potenzialità del cervello vengono plasmate nel corso dello sviluppo del bambino e sono fortissimamente condizionate dal contesto familiare e socio-culturale nel quale il bambino cresce. Perciò un contesto familiare o socio-culturale inadeguato può distorcere e compromettere lo sviluppo del cervello e quindi delle capacità cognitive e emozionali del bambino tanto quanto un danno cerebrale causato da fattori biologici prima della nascita (un’alterazione genetica) o al momento della nascita (per una sofferenza da parto e da mancanza di ossigeno).

 

Quando questo meraviglioso meccanismo di sintesi e di integrazione viene alterato, per qualsiasi ragione, le conseguenze possono essere molto gravi per lo sviluppo intellettivo e emotivo del bambino”.

 

“Con il progetto ‘Buona Notte’ – spiega la dott.ssa Sonia Chindamo, psicologa e presidente dell’associazione “Genitori Attenti” – ci siamo resi conto che talvolta i genitori adottano comportamenti scorretti semplicemente per una non conoscenza di quelle che dovrebbero essere le buone abitudini del sonno dei bambini o quale potrebbe essere il corretto utilizzo di smartphone e tablet. La deprivazione del sonno porta a difficoltà dal punto di vista cognitivo, dell’attenzione, della concentrazione e porta con sé l’innata attrattività verso tutto ciò che è stimolante, a partire proprio dell’uso di device tecnologici che a loro volta disturbano il sonno. Senza dimenticare che l’uso eccessivo di questi strumenti riduce la capacità d’empatia, riduce la capacità di rispondere alle sollecitazioni e ai rimproveri impartiti dai genitori”.

 

Il Progetto Buona Notte nasce dall’associazione “Genitori attenti”, mentre l’aspetto scientifico di raccolta dati è gestito dall’ente di ricerca “Fondazione Novella Fronda”. Il progetto, basato su un campione rappresentativo della popolazione italiana di tremila genitori di bambini di età compresa tra 1 e 5 anni, è realizzato in collaborazione con 170 pediatri della FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri).

 

Tali risultati appaiono suggestivi dell’ipotesi che errori educativi a partenza familiare e ambientale che deprivano il bambino delle ore di sonno di cui il suo cervello ha bisogno, che non insegnino a quest’organo ad aspettare la gratificazione, possano provocare dei danni a livello emozionale e cognitivo che, per loro natura, potrebbero assomigliare ad alcuni tratti allo spettro autistico.

 

Il sonno insufficiente interessa circa il 10 percento dei bambini in età compresa tra 1-5 anni. Secondo le indicazioni del National Sleep Foundation, i bambini di 1-2 anni devono dormire almeno 11 ore e quelli di 3-5 anni almeno di 10 ore nelle 24 ore. Anche la qualità del sonno risulta compromessa: circa il 7 percento soffre di frequenti risvegli notturni e circa 11 percento impiega oltre un’ora ad addormentarsi.

 

Dagli studi è emerso che questa percentuale di bambini utilizza spesso o addirittura tutti i giorni smartphone e tablet; guardano la TV per più di 2 ore al giorno; manifestano comportamenti distruttivi verso oggetti e aggressivi verso gli altri bambini.

 

Inoltre, è particolarmente interessante osservare che anche coloro che non sono resi fragili dalla deprivazione di sonno possono manifestare delle sintomatologia dall’uso “compulsivo” di tablet e smartphone. Circa il 18 percento gioca 5 volte alla settimana e il 10 percento tutti i giorni.

 

Questi bambini tendono ad arrabbiarsi più facilmente; sono dispettosi e disobbedienti; aggrediscono fisicamente gli altri bambini; mostrano atteggiamenti di sfida nei confronti dell’adulto; sono impazienti, irrequieti e iperattivi; non accettano le punizioni e i rimproveri; non manifestano sensi di colpa.

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