Naso

Ricordatevi di respirare. Dopo tutto, è il segreto della vita.
(Gregory Maguire)

Chirurgia del naso e dei seni paranasali

La chirurgia del naso e dei seni paranasali ha come scopo il ripristino di una corretta respirazione nasale, eliminando le ostruzioni meccaniche e consentendo una normale purificazione, umidificazione e riscaldamento dell’aria inspirata.

Interventi del naso e dei seni paranasali:

Settoplastica

La settoplastica consiste nella correzione del setto nasale deviato, al fine di ristabilire la normale passaggio dell’aria; l’intervento sul setto viene spesso associato agli interventi sui turbinati: solitamente si tratta di una riduzione chirurgica dei turbinati diventati troppo voluminosi (come spesso avviene nelle riniti allergiche e/o vasomotorie). Oggi questi interventi possono spesso avvalersi dell’uso del laser o radiofrequenza in anestesia generale.

Turbinoplastica

La turbinoplastica consiste nella riduzione del volume dei turbinati inferiori mediante laser a diodi o radiofrequenza con lo scopo di ripristinare il normale volume delle fosse nasali.

Rinoplastica

E’ un intervento di chirurgia estetica che mira alla correzione di deformità estetiche della piramide nasale, sia congenite che postraumatiche. Può o meno essere associato ad un intervento di setto plastica, che invece ha lo scopo di ripristinare una corretta pervietà nasale e quindi una buona respirazione, aggiungendo così un risultato funzionale a quello estetico.

  • Settoplastica
  • Turbinoplastica
  • Polipotomia nasale
  • Chirurgia endoscopica dei seni paranasali
Chirurgia funzionale endoscopica dei seni paranasali

. descrizione .

Chirurgia della roncopatia (russamento) ed apnee notturne

L’aria inspirata prima di giungere ai polmoni, deve percorrere quattro canali (naso, rinofaringe, faringe e laringe), i quali possono avere problematiche affini e vanno visti come un sistema organico quando si riscontra un problema nella respirazione. Il più evidente e comune di questi problemi è il russamento, o roncopatia.

Roncopatia (russamento)

Il russare può essere causa di disturbo o disagio per chi dorma in prossimità del paziente, ma può talvolta essere anche sintomo o causa di problematiche più gravi. Il rumore caratteristico del russamento viene prodotto dalla vibrazione di organi e strutture attraversati dall’aria nella respirazione: il palato molle, l’ugola, la parete posteriore della gola, le tonsille, la lingua, l’epiglottide. Solo recentemente si è compreso che questa particolare forma di emissione sonora può provocare serie conseguenze per la salute di chi ne soffre, oltre a costituire il segnale d’allarme per due malattie importanti: la roncopatia cronica e la più grave sindrome da apnee del sonno (OSAS, acronimo della denominazione inglese obstructive sleep apnea syndrome).

Sindrome da apnea notturna (OSAS)

Nei pazienti affetti da sindrome da apnea notturna, il sonno del paziente è caratterizzato da frequenti risvegli, continui cambiamenti di posizione, forte russamento interrotto da fasi di apnee in cui si blocca la fase respiratoria.

Progressivamente compare una sintomatologia tipica caratterizzata da:

  • Stanchezza e senso di non avere riposato a sufficienza;
  • Cefalea nelle prime ore del mattino;
  • Sonnolenza diurna, irritabilità e colpi di sonno;
  • Difficoltà di concentrazione;
  • Disequilibrio e perdita di memoria.

Terapia chirurgica

Gli interventi hanno lo scopo di migliorare la ventilazione nasale e correggere specificatamente le alterazioni anatomiche connesse alla roncopatia.

Settoplastica

La settoplastica consiste nella correzione del setto nasale deviato, al fine di ristabilire la normale passaggio dell’aria; l’intervento sul setto viene spesso associato agli interventi sui turbinati: solitamente si tratta di una riduzione chirurgica dei turbinati diventati troppo voluminosi (come spesso avviene nelle riniti allergiche e/o vasomotorie). Oggi questi interventi possono spesso avvalersi dell’uso del laser o radiofrequenza in anestesia generale.

Uvulofaringoplastica con radiofrequenza (riduzione dell’altezza del palato)

Si avvale di una serie di nuove procedure in anestesia locale che hanno lo scopo di ottenere una retrazione del palato molle, con conseguente riduzione o scomparsa dei rumori e delle vibrazioni che siano stati lì originati. Sono procedure da riservare ai casi più semplici di russamento.

Uvulofaringoplastica in anestesia generale

Si tratta di un intervento che riduce parzialmente il palato e l’ugola, in modo da non creare reflusso di liquidi attraverso il naso durante la deglutizione; ad essa può associarsi la tonsillectomia nei casi di ipertrofia tonsillare.

Sino a tempi recenti, l’intervento chirurgico di elezione per la roncopatia è stato l’Uvulo Palato Faringo Plastica (UPPP).

Chirurgia della Laringe

Si basa su interventi sull’epiglottide (epiglottidectomia laser) consistenti nella asportazione di una sua piccola porzione, eseguiti in anestesia generale. [Blocco 2]

Che cosa fare nei casi più semplici di russamento?

  • È importante cercare di perdere i chili in eccesso con una attività fisica ed una dieta corretta, impostata e seguita da un dietologo esperto in queste patologie: il sovrappeso aumenta in modo considerevole le probabilità di russare.
  • Il pasto serale deve essere leggero, evitare le “abbuffate” e diminuire il consumo di caffè e di alcool.
  • È consigliabile umidificare la stanza da letto con idonei umidificatori elettrici, perché l’aria troppo secca può provocare ostruzione respiratoria nasale, costringendo il paziente ad una respirazione orale.
  • Anche la posizione assunta prima di addormentarsi è importante: si deve infatti cercare di prendere sonno in posizione ortopnoica cioè con spalle e testa sollevati di 30 gradi rispetto all’asse del letto. L’importante è non dormire supini, per evitare un eccessivo rilassamento dei tessuti del velo pendulo (palato molle) e dell’ugola, che vibrano al passaggio dell’aria creando il tipico rumore del russamento.

Riduzione sottomucosa dello spessore dei turbinati inferiori con radiofrequenza o Laser.

Cause

Il naso ha la funzione di riscaldare, filtrare e umidificare l’aria inspirata per adattarla all’uso in altre vie respiratorie, garantendone il corretto funzionamento: la bocca è, quindi, solo un percorso di emergenza. Qualsiasi ostacolo la corrente aerea incontri nel suo tragitto tra il naso e i polmoni genera turbolenze, responsabili della vibrazione e del conseguente russamento. Questi ostacoli possono dunque trovarsi nei diversi canali che compongono questo percorso, cioè naso, rinofaringe, faringe e laringe.

Cause nasali:

Cause rinofaringee:

Cause faringee:

Cause laringee:

Cause predisponenti:

  • deviazione del setto nasale;
  • ipertrofia dei turbinati (aumento dimensionale dei turbinati) di tipo allergico o vasomotorio;
  • poliposi nasale;
  • ipertrofia delle adenoidi nel bambino;
  • persistenza delle adenoidi nell’adulto;
  • cisti, polipi e tumori della rinofaringe;
  • ipertrofia delle tonsille palatine;
  • prolasso del palato molle e dell’ugola;
  • ispessimento della mucosa faringea a causa di obesità;
  • ipertrofia della tonsilla linguale;
  • aumento di volume della lingua;
  • epiglottide ptosica (cioè con forma particolare, ripiegata in basso);
  • epiglottide malacica (debole).
  • Microretrognazia (mento piccolo e spostato all’indietro);
  • Collo corto e taurino;
  • Obesità;
  • Abuso di cibo, alcool e tabacco;
  • Uso di sedativi e sonniferi;
  • Affaticamento e stress;
  • ipotiroidismo.

Complicanze

Complicanze cardiocircolatorie:

Complicanze
cerebrali

Complicanze a carico del sistema nervoso

Problemi ormonali e turbe sessuali:

Complicanze bronco-polmonari:

Complicanze metaboliche

  • Complicanze bronco-polmonari

    ipertensione arteriosa;

  • aritmie (alterazioni del ritmo);*

*Questo fatto potrebbe spiegare perché tanti episodi di edema polmonare, tachicardia e infarto si verificano di notte.

  • attacchi ischemici transitori (TIA);
  • ictus (trombosi, emorragie);
  • ansia e irritabilità;
  • colpi di sonno improvvisi;
  • riduzione dell’ormone della crescita nei bambini;
  • impotenza (erezione difficoltosa ed eiaculazione precoce);
  • diminuzione del desiderio sessuale;
  • broncopneumopatia cronica ostruttiva
  • diabete insulinodipendente

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